La visita medica aziendale

La visita medica aziendale
13 Giugno 2019 Redazione

I nostri servizi di consulenza medica del lavoro per supportare i lavoratori e le aziende. 

Ci sono delle cose dalle quali proprio non possiamo sfuggire. Il pranzo di Natale con i parenti, il nostro destino, la recita a scuola, la pizza con i colleghi a fine anno e … la visita medica aziendale. Chiamatela come volete, ma quando si parla di medicina del lavoro, una delle prime cose che viene in mente è la visita medica del lavoro. Insomma è obbligatoria per legge: è prevista infatti dall’articolo 41 della legge 81/08  che disciplina tutta la materia di sicurezza sul lavoro. Una volta nominato il medico competente, l’azienda, oltre ad avere l’obbligo di far conoscere il nome del medico che visiterà i lavoratori, deve organizzare gli accertamenti. Il medico competente aziendale è un professionista specializzato in Medicina del Lavoro, per questo è denominato anche Medico del Lavoro e deve essere iscritto nell’elenco nazionale del Ministero del Lavoro, elenco consultabile sul sito ministeriale.

La visita medica preventiva

La visita medica si realizza in momenti diversi e per motivi diversi nella vita di un lavoratore. La più facile da ricordare è la prima sicuramente, perché è la cosiddetta visita medica preventiva e coincide con l’inizio di un nuovo lavoro e deve essere effettuata appunto non appena un lavoratore viene assunto. In tempi passati alcune norme vietavano la visita pre-assuntiva ma un Decreto – precisamente il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 sulle disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – ha abrogato questa possibilità e oggi le visite possono essere effettuate anche prima che il lavoratore entri a far parte ufficialmente della nuova “squadra”. Ovviamente il motivo resta sempre lo stesso: verificare che la mansione alla quale siamo stati affidati come lavoratori neo assunti, sia compatibile col nostro stato di salute e monitorare lo stato di salute dei lavoratori già assunti secondo quanto riportato dal documento di valutazione dei rischi” – chiamato anche DVR – redatto dall’azienda.

Ma cosa succede se la visita va male?

Ma cosa succede se la visita va male? Il medico esprimerà la “non idoneità” al lavoro. Se il lavoratore non è d’accordo con il referto medico, può fare ricorso entro 30 giorni dall’emissione dello stesso. Il ricorso va fatto all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso. Dobbiamo precisare che l’esito della visita non è necessariamente sempre un “si” o un “no”: se da una parte abbiamo l’idoneità, deliberata quando non sussistono problematiche, c’è anche la possibilità di ricevere una “idoneità parziale”, con prescrizioni o limitazioni, o una “idoneità temporanea”.

Vari tipi di visite mediche

Oltre alla visita concomitante con l’assunzione ci sono altre visite mediche aziendali. La visita da effettuare nel caso in cui un lavoratore debba o voglia cambiare mansione, la visita con il “nulla osta” del medico del lavoro dopo un infortunio (necessaria quando il periodo di convalescenza supera i 60 giorni), ma anche alla fine di un contratto, specie se il dipendente è stato a contatto con determinate sostanze chimiche. La visita medica più frequente dicevamo, è comunque quella periodica, in genere si effettua una volta all’anno, oppure ogni 2 o 3 anni a seconda del regolamento aziendale.

Oltre a queste, ci sono le visite che possono essere richieste direttamente dal dipendente. Anche queste vanno concordate con il medico competente e con il datore di lavoro ovviamente, e si possono richiedere quando un lavoratore ritiene che i suoi peggioramenti di salute siano stati causati dalla mansione lavorativa. In tutti questi casi comunque quando il dipendente ha problemi di salute, è utile che raccolga la sua documentazione personale per farla visionare al medico nel corso della visita. In base al settore in cui opera l’azienda e alla classe di rischio alla quale appartiene, il medico competente potrà fare richiesta di analisi specifiche come esami clinici, diagnostici o visite specialistiche.

Un articolo importante del Decreto n. 81/2008 è il numero 41 perché specifica che – nel caso di inidoneità, e anche in considerazione di altre normative – il datore di lavoro possa adibire il lavoratore a mansioni equivalenti o inferiori garantendogli però un trattamento economico corrispondente alle mansioni di provenienza. Se però questa opportunità di una nuova collocazione in azienda dovesse mancare, si potrebbe essere licenziati.

Il Decreto indica infine alcuni rischi in particolare per cui si ritiene obbligatorio il controllo sanitario periodico. Ad esempio la movimentazione carichi effettuato a mano, il lavoro al computer, le attività in presenza di rumori, vibrazioni, o radiazioni ottiche elettromagnetiche o artificiali, i lavori a contatto con sostanze chimiche, cancerogene o amianto. Infine si ritiene un rischio il lavoro a contatto con sostanze biologiche.

Obblighi del lavoratore e del datore di lavoro

Il lavoratore può rifiutarsi di sottoporsi a visita di idoneità? No. L’obbligo di sottoporsi a visita medica nasce dalla presenza di un rischio per la salute per cui il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare i lavoratori e quindi nominare un medico competente che definisca se il lavoratore o aspirante tale è idoneo a svolgere quell’attività lavorativa. Se è già sotto contratto e si dovesse rifiutare, il lavoratore rischia sicuramente una sanzione, ma si può arrivare anche al licenziamento per giusta causa. E se accade il contrario? Cioè che un datore di lavoro rifiuti di organizzare la visita medica aziendale? Il Decreto Legislativo 81/2008 che abbiamo citato in materia di sorveglianza sanitaria parla chiaro: la violazione può far scattare le sanzioni per il datore di lavoro con ammende per migliaia di euro! È chiaro quindi che il datore di lavoro è obbligato a sottoporre i lavoratori alla sorveglianza sanitaria tramite la nomina del medico competente. Tutte le aziende quindi, anche se hanno in forza un solo dipendente e se nel DVR, il Documento di valutazione dei rischi vi sono indicati rischi per la mansione svolta, hanno l’obbligo di sottoporre a visita medica periodica i propri dipendenti. Ecco perché società come Tecsam possono diventare interlocutori fondamentali per fornire alle aziende consulenza, assistenza e formazione, in materia di salute e sicurezza del lavoro, per l’adempimento di tutti gli obblighi derivanti dal D.Lgs.vo 81/08.

In alcuni casi le visite mediche sul lavoro possono comprendere anche test per verificare l’abuso di alcool e droga da parte del lavoratore. Il test è divenuto obbligatorio dal 30 ottobre 2007; si tratta di esami indicati per le aziende in cui si utilizzano gas tossici, per le fabbriche di fuochi artificiali, per gli specialisti che si occupano di piazzare mine ed esplosivi per l’abbattimento di edifici. Ci sono poi dei casi in cui le visite mediche aziendali o se preferite le visite di sorveglianza sanitaria non possono essere richieste obbligatoriamente dal datore di lavoro: quando si vorrebbe accertare uno stato di gravidanza o per indagare altri casi previsti dalla normativa vigente, come, ad esempio è stabilito nell’ipotesi di sieropositività, dall’art. 6 della legge n. 135/1990.

Requisiti da rispettare durante la visita medica

Quando la visita si realizza in azienda bisognerebbe poi rispettare dei requisiti di sicurezza, privacy, pulizia e decoro ovviamente, forse è superfluo scriverlo, ma non diamolo sempre per scontato … la stanza delle visite deve essere chiusa, priva di vetri che permettano la visione dall’esterno, dotata di lettino, con l’accesso a un bagno, dotata di rotolo di carta igienica e riscaldata soprattutto in inverno visto che per le visite i lavoratori si spogliano … a proposito di spogliarsi: come lavoratori non ci si può rifiutare di farlo, ma in generale mutande e reggiseno possono essere mantenuti durante la visita in quanto non dovrebbero interferire con la visita stessa che non è un esame senologico o un esame dei genitali. Da un punto di vista pratico la visita consiste, come d’abitudine, nell’esecuzione dei test previsti con finalità obiettive; quindi oltre a provvedere alla canonica misurazione della pressione, il medico esegue il cosiddetto “esame obiettivo” per poi poter procedere alla corretta compilazione della cartella sanitaria e di rischio.

Oggi, per tutte quelle aziende che cercano un partner per affrontare impegni così importanti come quelli legati alla medicina del lavoro, ci sono aziende come la Tecsam che dal 1994 mettono a disposizione la loro esperienza e le loro strutture.

4 Commenti

  1. agostino idra 1 mese fa

    si può costringere il lavoratore ad effettuare la visita media a 160 km dal luogo di lavoro?

    • Autore
      Redazione 1 mese fa

      Si, se in ore di lavoro e senza oneri per il lavoratore

  2. Michele 1 settimana fa

    buongiorno, i lavoratori si rifiutano di eseguire la visita medica perchè devono spostarsi in un altro paese che dista circa 23 km., dicono che l’azienda ha l’obbligo di predisporre le visite nello stesso comune se non addirittura in azienda (da sottolineare che in azienda non esiste un luogo idoneo alle visite mediche).
    possono farlo? dove trovo i riferimenti normativi che spiegano per filo e per segno tutto quanto?
    Grazie in anticipo per la disponibilità.

    • Tecsam 1 settimana fa

      Grazie per averci contattato. Questo è un argomento che purtroppo incrocia un problema di “vacatio legis”… Rispondere non è facile… Una risposta salomonica è che tutto deve avvenire senza oneri per i lavoratori, quindi in ore di lavoro e rimborsando ovvero sostenendo qualsiasi spesa. La invitiamo, se vuole, magari a contattare i nostri uffici (Tel.080 485 76 91) e a fissare un appuntamento con i consulenti Tecsam che potrebbero aiutare la sua impresa ad orientarsi nei vari e ingarbugliati adempimenti normativi.

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