Il monitoraggio ambientale nei luoghi di lavoro: come prevenire un rischio a volte sottostimato.

Il monitoraggio ambientale nei luoghi di lavoro: come prevenire un rischio a volte sottostimato.
29 Gennaio 2020 Redazione

I controlli effettuati dalle aziende che offrono servizi di monitoraggio ambientale come Tecsam, aiutano le imprese a rilevare e misurare parametri biologici, chimici e fisici relativamente a componenti ambientali.

La sicurezza e la salute sul lavoro sono i pilastri su cui si dovrebbe reggere una sana economia industriale. È questo il terreno in cui si muove Tecsam, svolgendo la propria attività nell’ambito della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro da oltre 20 anni, aiutando le imprese a migliorare il proprio sistema, in particolare, valutando e integrando le misure di sicurezza previste per specifici rischi o settori di attività (es. movimentazione manuale di carichi, videoterminali, agenti fisici, biologici e cancerogeni, etc.).

Su quel terreno ci sono altri due pilastri, la formazione e l’informazione. Anche quello del monitoraggio ambientale è infatti un contesto in cui i lavoratori sono al tempo stesso soggetti passivi, tutelati, ma anche attivi, consapevoli delle condizioni del proprio ambiente lavorativo e attori nella valutazione dei rischi e nelle strategie di prevenzione.

È sempre importante ricordare che il primo aspetto della prevenzione dai rischi è la consapevolezza di essere in presenza di un pericolo per la propria salute; sapere come comportarsi per prevenirlo e come eventualmente proteggersi; tutte informazioni che la normativa italiana impone di trasferire ai lavoratori, compresi colori che lavorano in ufficio, attraverso percorsi specifici e calibrati di formazione ed addestramento.

Cosa dice il testo unico sulla sicurezza

La tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori impegnati all’interno degli uffici è organizzata in Italia dal D.Lgs 81/08. Questo testo, che è il primo riferimento per quanto riguarda la normativa sulla sicurezza sul lavoro meglio noto come “Decreto 81” o per molti semplicemente il “Testo unico sulla sicurezza” segue due aspetti tra loro complementari e che ci interessano: i requisiti degli ambienti di lavoro e la valutazione dei rischi nell’ufficio. Si tratta infatti di una raccolta ordinata e compiuta di articoli, commi, allegati, nella quale il legislatore indica ad aziende, datori di lavoro e lavoratori quanto è essenziale e obbligatorio fare in riferimento alla prevenzione, alla tutela della salute fisica e mentale, in ogni ambiente di lavoro.

Non andrebbero mai sottovalutate, le misure relative al rischio di esposizione a microclima e rumore, soprattutto in uffici molto affollati e di grandi dimensioni come gli open space ed i call center, così come in alcuni casi la valutazione dell’esposizione ad alcune sostanze chimiche prodotte per esempio dai toner di stampanti di vecchia generazione, tanto per citare due dei mille esempi che possiamo fare.

I controlli effettuati periodicamente o continuativamente dalle aziende che offrono servizi di monitoraggio ambientale come Tecsam, aiutano le imprese a rilevare e misurare parametri biologici, chimici e fisici relativamente a componenti ambientali come: ambiente idrico superficiale, ambiente idrico sotterraneo, atmosfera, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici e radiazioni e così via. La valutazione del livello di esposizione è quindi un’attività assai importante in quanto consente di controllare le condizioni di lavoro per verificare se esistano o meno possibilità di effetti negativi (cronici o acuti) causata dagli specifici agenti presenti.

Monitoraggio ambientale negli uffici

In particolare, il monitoraggio ambientale negli uffici e negli ambienti di lavoro, si può effettuare andando a misurare determinati parametri ad iniziare dalla concentrazione delle sostanze dannose per la salute umana che possono essere presenti in sospensione nell’aria (le cosiddette sostanze aerodisperse). I campioni raccolti vengono poi misurati e confrontati con i limiti di riferimento del Decreto 81 che abbiamo citato. Occorre tenere presente che a volte è necessario utilizzare anche valori i limite di esposizione definiti da altri enti scientifici o governativi.

La conoscenza dei livelli di esposizione permette in primo luogo di stabilire, attraverso il confronto con i rispettivi valori limite di esposizione, la presenza di situazioni di chiaro rischio per i lavoratori, fornendo a chi si occupa in azienda di prevenzione e protezione, informazioni importanti sulle misure, impiantistiche, organizzative e procedurali, da adottare per mantenere a livelli accettabili il rischio; in secondo luogo, ove pertinente, di orientare il controllo sanitario verso un’idonea scelta degli esami clinici da effettuare per il controllo generale della salute dei lavoratori al fine di una precoce diagnosi di malattie professionali.

Come abbiamo sottolineato all’inizio del nostro articolo, la valutazione del livello di esposizione agli agenti pericolosi è un’attività che non sostituisce le tecniche di prevenzione e protezione per la salute e sicurezza dei lavoratori. Quindi, prima di effettuare il monitoraggio ambientale, è sempre necessario che siano state attuate le dovute azioni in base al caso specifico; stiamo parlando di:

  • valutazione dei rischi;
  • informazione e formazione completa dei lavoratori;
  • misure organizzative, tecniche e procedurali di prevenzione; misure di protezione collettiva e individuale;
  • misure di emergenza da attuare in caso di esposizione anormale; utilizzo limitato dell’agente sul luogo di lavoro;
  • limitazione al minimo del numero di lavoratori esposti all’eventuale agente pericoloso.

Le indagini ambientali sono un elemento di partenza per l’individuazione del livello di rischio a cui è esposto il lavoratore, sono inoltre un concreto indicatore dell’efficacia degli interventi di miglioramento. A questo scopo, si possono realizzare attività di monitoraggio degli ambienti di lavoro tramite fonometrie, esame dei campi elettromagnetici o delle vibrazioni meccaniche, con valutazioni legate a modelli di simulazione.

Diverse sono le tecniche di campionamento: si può realizzare un “campionamento personale” in cui viene analizzato un lavoratore rappresentativo di una certa mansione (con un minimo di 1 ogni 10 lavoratori svolgenti la stessa mansione) e/o un “campionamento su postazioni fisse” in prossimità dei luoghi dove è presumibilmente maggiore ad esempio la dispersione di un inquinante nell’ambiente.

Obiettivi del monitoraggio ambientale

In generale quindi, tra gli obiettivi fondamentali del monitoraggio dei livelli di esposizione nei luoghi di lavoro, vi sono:

  1. individuare la presenza di situazioni di rischio evidenti per i lavoratori, in modo da fornire informazioni sulle misure di prevenzione e protezione da adottare e mantenere i livelli di rischio accettabili;
  2. se necessario, orientare il controllo sanitario verso gli esami clinici più idonei per il controllo della salute dei lavoratori, in modo da garantire una diagnosi precoce di eventuali malattie professionali.

Tante e diverse sono le fonti di rischio: le materie prime o le sostanze utilizzate, i fluidi biologici, la polvere organica, gli animali, gli insetti, le sostanze vegetali, la scarsa igiene o la cattiva gestione degli impianti; nei  comuni ambienti di lavoro però, compresi uffici con attività a carattere tipicamente impiegatizio, possono essere presenti anche altri organismi potenzialmente responsabili di infezioni o allergie come ad esempio le comuni zanzare, pulci, acari, ed agenti biologici di derivazione vegetale e animale (pollini, peli e forfore, ecc.),

Il “monitoraggio microbiologico ambientale”

Uno dei monitoraggi più importanti in ambito lavorativo è sicuramente il “monitoraggio microbiologico ambientale” che, come indicato nel sito INAIL ha lo scopo di stimare la contaminazione ambientale aerodispersa e delle superfici. La concentrazione microbica aerodispersa è un indice della qualità dell’aria nell’ambiente mentre la contaminazione delle superfici può essere indicativa dell’efficacia delle procedure di pulizia e sanificazione.

Nel monitoraggio microbiologico ambientale si analizzano l’aria, le superfici di lavoro, l’acqua, i materiali, gli strumenti come pure gli indumenti da lavoro. Nel caso di attività lavorative che comportano l’uso deliberato di agenti biologici (come ad esempio le industrie farmaceutiche) il monitoraggio degli specifici agenti, avviene con tecniche che ne consentono il rilevamento in aria e sulle superfici per verificare l’efficacia delle misure di contenimento adottate.

I parametri microbiologici di base valutati sono la carica batterica totale psicrofila (indicatore della contaminazione batterica ambientale), la carica batterica totale mesofila (indicatore della contaminazione di origine umana e animale) e la carica fungina totale (indicatore ambientale spesso correlato alla presenza di elevata umidità e polverosità, ridotta ventilazione e scarsa qualità dell’aria). In particolate alcune muffe possono essere responsabili di patologie infettive, di reazioni di ipersensibilità, reazioni allergiche e intossicazioni. Oltre a questi parametri di base, si può procedere anche alla rilevazione di specifiche categorie microbiche.

In particolare per quanto riguarda l’aria che si respira sul posto di lavoro o in un appartamento, si usa il termine di “inquinamento indoor” per distinguerlo dallo smog delle strade trafficate, eppure l’inquinamento dell’aria interna è pericoloso quanto quello esterno, in quanto noi esseri umani siamo soggetti a lunghe permanenze tra le quattro pareti della nostra casa o del nostro ufficio. Certo i rischi sono sempre legati al numero di persone presenti in un determinato ambiente, all’attività svolta o al processo produttivo, alla capacità di ricambio dell’aria e anche alla presenza di sostanze inquinanti nella costruzione stessa o nei suoi elementi di arredo. Le conseguenze le abbiamo sperimentate un po’ tutti nella vita: emicranie, nausee, irritazioni agli occhi e sonnolenza, sintomi che fanno a pieno titolo parte di quella patologia conosciuta come “Sick building syndrome”.

Monitorare la qualità dell’ambiente interno in cui si lavora, controllare l’inquinamento indoor in un magazzino, un ufficio, un deposito o un punto vendita, è quindi fondamentale per una impresa. Si tratta di una attività che va affidata a specialisti del settore che la realizzano grazie alla conoscenza delle normative vigenti e attraverso degli appositi software di monitoraggio dei parametri ambientali. Competenze che consentono a questi operatori specializzati di valutare in tempo reale la qualità dell’aria, l’umidità, la presenza di particolato disperso o di gas radon, la concentrazione di anidride carbonica e tanto altro ancora.

Solo sapendo quali sono le sostanze inquinanti presenti nell’aria interna, infatti, è possibile muoversi di conseguenza per rendere gli ambienti lavorativi più salubri per i lavoratori, così da salvaguardare il loro benessere e quello dell’azienda.

Tecsam e i servizi di monitoraggio ambientale

Tra i professionisti che possono aiutare le imprese nel monitoraggio ambientale c’è Tecsam: la nostra impresa è in grado di eseguire visite mediche in azienda, rilevazioni fonometriche, luxometriche e microclimatiche, oltre che valutazioni degli inquinanti ambientali interni ed esterni. Una impresa che conta su un gruppo di esperti del settore che possiedono il know-how per progettare ed eseguire operazioni complesse di campionamento e rilevamento, ed anche di installare sistemi di monitoraggio per soddisfare gli standard normativi vigenti. Tecsam inoltre offre servizi e consulenza per la sicurezza e la medicina del lavoro, con attenzione particolare alla normativa antinfortunistica e all’individuazione delle misure di prevenzione e protezione necessarie.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*